Comunicazione OMCeO MB n. 15/17 - Richieste di esami pre-vaccinali, la posizione dell' OMCEOMB

Data di creazione: 
19 Ott 2017

Cari colleghi,

nelle ultime settimane sono giunte all’attenzione di questo Ordine segnalazioni da parte di Pediatri di Famiglia che hanno ricevuto da parte dei genitori dei loro assistiti intimazioni riguardo alla prescrizione di accertamenti in sede pre-vaccinale.

Tutto fa presagire che siano le avvisaglie di una lunga serie.

Si tratta di lettere ricevute per via raccomandata, in cui al medico viene intimato di dare risposta fattivamente, entro pochi giorni, prescrivendo una considerevole serie di accertamenti ematologici (immunitari, sierologici, genetici) ai bambini in procinto di ricevere una dose vaccinale.

Anche se tale richiesta viene formalmente inoltrata dai genitori del minore, si tratta perlopiù di una lettera prestampata, un format, alla cui intestazione spesso campeggia la sigla, il logo di una associazione cosiddetta no-vax, non sempre la medesima. In altri casi tale intestazione manca, in modo che sembri una iniziativa spontanea da parte della famiglia, sia pure la lunga lista di accertamenti e la forma della richiesta sostanzialmente sia sempre la stessa.

Stando al contenuto della lettera in questione, essa fa riferimento a numerose e confondenti (per chi è un medico e non un legale) leggi, decreti, commi, il cui scopo è evidentemente intimidatorio. Come intimidatoria è la palese minaccia di denunciare il sanitario non accomodante all’ATS, a codesto Ordine e in una non precisata sede penale.

Sempre facendo riferimento al contenuto, la interminabile lista di accertamenti richiesti  contiene esami contrassegnati da sigle ed acronimi la cui natura (e, ne consegue, la loro utilità) a me (e, ne sono sicuro, alla maggior parte di tutti voi) non è per la maggior parte nota. Né si coglie, in scienza e coscienza, l’opportunità di esecuzione di quelli noti. Né per ricercare una avvenuta immunizzazione naturale, né per cogliere controindicazioni alle somministrazioni vaccinali.

Si  trova inoltre, sempre citando il contenuto del testo, la richiesta di esami che possano escludere  ogni effetto indesiderato della vaccinazione. A parte il fatto che non vi sono esami predittivi per gli effetti indesiderati più gravi, il medico prescrivente si troverebbe in tal modo a “garantire” (pena, ritengo, la citazione in giudizio in caso essi si presentino), la totale sicurezza della somministrazione vaccinale.

Che fare in caso si riceva una tale lettera?

Innanzitutto segnalare al presente Ordine ed alla ATS (autorità alle quali gli scriventi intendono stigmatizzare il nostro operato) la ricezione della lettera, di fatto giocando di anticipo.

E’ sconsigliato rispondere con raccomandata alla raccomandata. Non siamo tenuti a farlo. Innanzitutto non è opportuno fornire “materiale” per una eventuale rivalsa; poi non è il caso di scendere in antagonismo con una controparte che si pone in tal modo; ognuno di noi con i propri pazienti deve continuare a fare educazione sanitaria tramite i consueti canali, ovvero il dialogo e la correttezza. Non mettendo faccia e firma per opporsi ad una iniziativa sconsiderata e pericolosa nonché arbitraria ed unilaterale.

Personalmente ritengo che sia difficile riconoscere in un comportamento del genere da parte dei genitori dei nostri pazienti il mantenimento di uno stato di fiducia reciproca: per questo deve essere  considerata la opportunità di proseguire o meno il rapporto convenzionato (stante il valutare caso per caso in base al rapporto che si ha con la singola famiglia, anche se una minaccia ricevuta è pur sempre una minaccia).

In data 12 Settembre 2017 abbiamo ricevuto comunicazione della ATS Brianza  le cui direttive di fatto erano che esami pre-vaccinali non sarebbero potuti essere a carico del SSN salvo specifici casi ben motivati. I medici venivano comunque lasciati liberi di decidere se prescrivere, in scienza e coscienza, tali accertamenti ma su ricettario personale e con spesa a totale carico dell’assistito.

Ma, prescrivendo anche solo su ricettario “bianco” tali esami, noi di fatto avalleremmo la utilità di tali accertamenti, oltre, lo ripeto, a prenderci la responsabilità di avere fatto tutto il possibile per escludere effetti indesiderati da vaccino. Si creerebbero, inoltre, pericolosi precedenti, con la conseguenza di possibili “migrazioni” di pazienti verso i medici più accomodanti; senza contare il fatto che si avvallerebbe l’ipotesi una controversia in seno alla categoria sull’opportunità di tali accertamenti.

Oltre, peraltro, a contravvenire ad una precisa indicazione della ATS (e correre il rischio di una rivalsa a nostro danno della spesa sostenuta dal SSN giudicato improprio dalla Corte dei Conti), cito gli articoli del nostro Codice di Deontologia Medica, che tale lettera di fatto ci porta a non tenere in considerazione.

Articolo 13: “La prescrizione ai fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità…. La prescrizione deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili….. Il medico non acconsente alla richiesta di una prescrizione da parte dell’assistito al solo scopo di compiacerlo

Articolo 20: “La relazione tra medico e paziente è costituita sulla libertà di scelta e sulla individuazione e condivisione delle rispettive autonomie e responsabilità. Il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa.”

Articolo 22: “Il medico può rifiutare la propria opera professionale quando vengano richieste prestazioni in contrasto con la propria coscienza e con i propri convincimenti tecnico-scientifici…”

Restiamo vigili

A tutti un augurio di buon lavoro

Massimo Bonomi

Pediatra di Famiglia ATS Monza e Brianza

Consigliere Segretario Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Monza e Brianza

Data ultima modifica: 
19 Ott 2017